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Una nuova vita e un po’ di speranza per bambini rifugiati sordi

Una nuova vita, e finalmente un po’ di speranza per il futuro, per bambini sordi fuggiti dalla Siria, grazie al FAID e alle Nazioni Unite

FAID, la scuola per bambini e ragazzi sordi che aiutiamo dal 2008, ospita 24 rifugiati siriani, tutti bambini sordi. Qui sono al sicuro, ricevono un’istruzione, sono assistiti da una logopedista e finalmente trovano un p’ di speranza per il loro futuro.   L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sostiene questi bambini finanziariamente al FAID, come Gladys spiega in questo bellissimo video. Inoltre, specialisti e volontari del FAID hanno cominciato a portare il loro aiuto direttamente in accampamenti di rifugiati nella valle della Bekaa, in modo da poter raggiungere quei bambini che altrimenti sarebbero abbamdonati a se stessi. Buona visione!

Un articolo di giornale sul FAID, la Casa della Speranza e i campi rifugiati che Lebanon Trust aiuta

Un articolo di giornale sul FAID, la Casa della Speranza e i campi rifugiati che aiutiamo da anni

(Credit: Irish Examiner)

Un articolo di giornale (in inglese) sull’Irish Examiner, della giornalista Victoria White, descrive le difficoltà dei bambini rifugiati, senza famiglia, o con necessità speciali, in Libano, con particolare accento sulla Casa della Speranza e sul FAID, che aiutiamo da molti anni. Victoria White ha parlato con i nostri amici Grace del FAID e Brady della Casa della Speranza, durante il suo viaggio in Libano il mese scorso.

Ecco cosa abbiamo fatto nel 2018

 

Ecco cosa abbiamo fatto nel 2018

I volontari di Lebanon Trust con Grace, la direttrice del FAID. Abbiamo donato loro 8000 dollari per la logoterapia agli alunni dell’Istituto, che sono tutti sordi.

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Cari amici e sostenitori,

Anche quest’anno, in ottobre, siamo andati in Libano a visitare gli istituti che sosteniamo grazie alle vostre donazioni: l’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID), due asili per rifugiati e la Casa della Speranza, per orfani e bambini di strada.

Al FAID, presso il quale eravamo anche alloggiati, abbiamo rinnovato l’aula di informatica e il laboratorio dove vengono adattati e modificati gli apparecchi acustici. I mobili e gli strumenti sono stati tolti; i muri prima scrostati e poi ridipinti; finestre, porte e inferriate scrostate, pulite e riverniciate; la moquette sostituita con una nuova, e infine tutto rimesso a posto: tutto ciò in pochi giorni e durante il fine settimana, per non disturbare troppo le lezioni.

Abbiamo anche fatto parecchia manutenzione e riverniciatura del parco giochi del dormitorio delle bambine, da noi costruito nel 2016, e totalmente ripulito il giardino e potato le piante.
In nome dei nostri generosi sostenitori, abbiamo donato 8000 dollari per la logoterapia per gli alunni sordi dell’istituto, circa 70, dai bambini del’asilo ai ragazzi delle superiori. Grazie alla logoterapia, le persone sorde imparano a parlare e a leggere il linguaggio labiale, capacità fondamentali per comunicare col mondo e prepararsi per un futuro produttivo.

Quest’anno il nostro gruppo si è arricchito di un’aggiunta molto benvenuta: Emma, da Como, instancabile lavoratrice e sempre di buon umore. Una volontaria perfetta!





Quest’anno siamo ritornati alla Casa della Speranza, vicino a Beirut, che accoglie bambini e ragazzi di strada o senza famiglia. Col direttore educativo Brady abbiamo visitato i locali, parlato con molti dei ragazzi e lasciato una donazione di 2000 dollari per le lezioni di informatica, dove i ragazzi e le ragazze imparano a programmare i computer e perfino a costruire robot. Abbiamo anche regalato loro molti palloni da calcio, donati dal negozio di sport O’Neills di Dublino.

Un giorno siamo andati a visitare l’asilo del campo rifugiati di Shatila, come facciamo dal 2011. Come sempre, è stata un’esperienza bellissima: nonostante la miseria e il degrado che lo circondano, questo l’asilo è pieno di allegria, risate, colori e gioia di vivere. Le maestre sono in gambissima e tutte molto, molto motivate. I bambini, dai 3 ai 5 anni, imparano già a leggere e a scrivere in arabo e in inglese! Le classi, tutte colorate, sono piene di disegni e libri; noi abbiamo aggiunto nuvoloni di bolle di sapone, per cui i bambini vanno davvero matti. Per conto dei nostri sostenitori, abbiamo lasciato alla direttrice Mariam una donazione di 2000 dollari per l’acquisto di libri e altro materiale per gli alunni delle famiglie più povere.

Uno dei nostri appuntamenti regolari quando siamo in Libano è la visita all’asilo del campo rifugiati di Burj el-Shemali nella storica città di Tiro nel sud del Libano. Tutti gli anni aspettiamo quest’occasione: una bellissima giornata con i bambini e le maestre, passata a cantare canzoncine, fare bolle di sapone, giocare e fare chiasso. Ci accolgono tutti con grande calore, le maestre sono entusiaste, piene di idee e di progetti.

Per conto dei nostri donatori, abbiamo lasciato una donazione di 2000 dollari, in sostegno delle attività didattiche dell’asilo.

Quando i bambini sono andati a casa, le maestre ci hanno sorpreso con un ottimo e abbondantissimo pranzo a base di specialità palestinesi, mangiato seduti sulle seggioline dell’asilo. Grazie dell’accoglienza e dei manicaretti!

Rapporto finanziario

Entrate: Donazioni a Lebanon Trust (Euro)

Eventi di raccolta fondi 3’589.61
Donazioni private, festa di compleanno di Marina 10’658.50
Sponsorizzazioni aziendali 1’170.19
Totale 15’418.30

(Chiusura dei conti 30 nov 2018; tasso di cambio EUR/USD/CHF come applicato dalla nostra banca in Irlanda)

Uscite: Donazioni agli istituti supportati in Libano, spese (Euro)

Web hosting & domini internet, commissioni bancarie/Paypal 121.15
Utensili e materiali, logistica, spese locali e maestranze in Libano 1795.23
Donazione al FAID 7’120.00
Donazione alla Casa della Speranza 1’780.00
Donazione all’asilo di Shatila 1’780.00
Donazione all’asilo di Burj el Shemali 1’780.00
Totale 14’376.38
Differenza 1’041.92

La sistemazione in Libano è stata fornita gratuitamente dal FAID. I volontari hanno preso congedo non pagato dal lavoro.

Come sempre, i volontari hanno organizzato tanti eventi di raccolta fondi: cimento invernale, lotteria settimanale, serate di quiz, vendite di torte, mercatino delle pulci, raccolte pubbliche e sensibilizzazione per le vie, ecc.

Grazie di cuore agli amici che ci hanno aiutato quest’anno:

  • Emma Malacrida (Como)
  • Maria Cristina (Marina) Ferraro (Genova)
  • Alessandro Bertolotto (Genova)
  • Ole Vossnack (Zurigo)
  • Nino e Milda Cocurullo (Genova)
  • Enrico e Lilli Bertolotto (Genova)
  • Famiglia Vigna-Mori (Savona)
  • Carla e Natale Ferraro (Genova)
  • Checco Devia e famiglia (Genova)
  • Elena Prola-Smith e famiglia (Londra)
  • Fabio e Marta Delfante-Cocurullo (Genova)
  • Famiglia Bertolotto-Della Penna (Genova)
  • Famiglia Parodi (Genova)
  • Famiglia Fasciolo (Arquata Scrivia)
  • Giovanna Pellegrini e famiglia (Genova)
  • Giovanni Zappavigna e famiglia (Massa)
  • Famiglia Aquini-Alberghini (Arquata Scr.)
  • Bob Sumner (Zurigo)
  • Maria Pia Porta (Genova)
  • Renato Ricci e signora (Arquata Scrivia)
  • Pierluigi Ponzano e fam (Arquata Scrivia)
  • Silvana Falaschini (Livorno)
  • Giorgio Margotti (Livorno)
  • Martina Merkle (Zurigo)
  • Catherine e Adrian Ruf (Zurigo)
  • Cristina Ovas (UK)
  • Maria Chong (Messico)
  • Chaithra Vishnu (India)
  • Jung Y. Yang e Stephen King, Silicon Valley Community Foundation
  • Paul Velaski, Chief Operating Officer & Chief Financial Officer, Silicon Valley Community Foundation
  • O’Neill’s House of Sport (Dublino)
  • Personale, direzione e soci del St Peregrines GAA Club, Blanchardstown (Dublino)
  • Farleng Engineering (Dublino)
  • Stafford Engineering (Dublino)
  • Patricia Meade (USA)
  • La Silicon Valley Community Foundation e la Symantec Foundation (corporate advised fund of the Silicon Valley Community Foundation)
  • British Airways & Air Lingus
  • Germania Airlines
  • Advanced Car Rental (Beirut)
  • Mick Halpin, Symantec Corp. (Dublino)
  • Wolfram Rausch, Symantec Corp. (Dublino)
  • Jayne Delahunt, Symantec Corp. (Dublino)
  • Amanda Davis, Symantec Corp. (Dublino)
  • Louise Hanlon, Symantec Corp. (Dublino)
  • David Keane, Symantec Corp. (Dublino)
  • Elaine Curley, Symantec Corp. (Dublino)
  • David Tryse, Symantec Corp. (Dublino)
  • Julie Weber, Symantec Corp. (Dublino)
  • E tutti gli amici in Irlanda per il loro sostegno generoso e costante

Visita all’asilo di Burj el-Shemali a Tiro

Lebanon Trust in visita all’asilo del campo rifugiati di Burj el-Shemali a Tiro

Uno dei nostri appuntamenti regolari quando siamo in Libano è la visita a questo asilo, nella storica città di Tiro nel sud del Libano. L’asilo si trova nel grande campo rifugiati di Burj el-Shemali. Tutti gli anni aspettiamo quest’occasione: una bellissima giornata con i bambini e le maestre, passata a cantare canzoncine, fare bolle di sapone, giocare e fare rumore. Ci accolgono tutti con grande calore, le maestre sono entusiaste, piene di idee e di progetti.

Per conto dei nostri donatori, abbiamo lasciato una donazione di 2000 dollari, in sostegno delle attività didattiche dell’asilo.

Quando i bambini sono andati a casa, le maestre ci hanno sorpreso con un ottimo e abbondantissimo pranzo palestinese, mangiato seduti sulle seggioline dell’asilo. Grazie dell’accoglienza e del pranzo!

Al campo rifugiati di Shatila

Visita e contributo all’asilo del campo rifugiati di Shatila a Beirut

Durante il nostro soggiorno in Libano, un giorno siamo andati a visitare l’asilo del campo rifugiati di Shatila, come abbiamo fatto ogni anno dal 2011. Come sempre, è stata un’esperienza bellissima: nonostante la miseria e l’assoluto degrado che lo circondano, questo l’asilo è pieno di allegria, risate, colori e gioia di vivere. Le maestre sono in gambissima e tutte molto, molto motivate. I bambini, dai 3 ai 5 anni, imparano già a leggere e a scrivere in arabo e in inglese! Le classi, tutte colorate, sono piene di disegni e libri; noi abbiamo aggiunto nuvoloni di bolle di sapone, per cui i bambini vanno davvero matti.

Per conto dei nostri sostenitori, abbiamo lasciato alla direttrice Mariam una donazione di 2000 dollari per l’acquisto di libri e altro materiale per gli alunni delle famiglie  più povere. Grazie a tutti!

Una donazione al FAID per la logoterapia

Il contributo di Lebanon Trust per la logoterapia agli alunni del FAID

Attraverso la logoterapia, le persone sorde imparano a parlare e a leggere il linguaggio labiale, capacità fondamentale per comunicare col mondo e prepararsi per un futuro produttivo. In nome dei nostri generosi sostenitori, abbiamo donato 8000 dollari all’Istituto per i sordi di Padre Andeweg, che accoglie ed istruisce quasi 70 allunni sordi, dai bambini del’asilo ai ragazzi delle superiori. Grazie a tutti i nostri generosi amici!

Visita alla Casa della Speranza

Visita, con donazione, alla Casa della Speranza

La settimana scorsa siamo andati alla Casa della Speranza vicino a Beirut, che accoglie bambini e ragazzi di strada o senza famiglia. Col direttore educativo Brady abbiamo visitato i locali, parlato con molti dei ragazzi e lasciato una donazione di 2000 dollari per le lezioni di informatica, dove i ragazzi e le ragazze imparano a programmare e perfino a costruire robot. Abbiamo anche dato loro parecchi palloni da calcio, donati dal negozio di sport O’Neills di Dublino.

Il nostro lavoro al FAID

I volontari di Lebanon Trust al lavoro al FAID

Per l’undicesimo anno di fila, i volontari di Lebanon Trust sono andati all’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID), dove hanno rinnovato l’aula di informatica e il laboratorio dove vengono adattati e modificati gli apparecchi acustici. Tutti i mobili e gli strumenti sono stati tolti, i muri scrostati e ridipinti, le finestre, le porte e le inferriate scrostate, pulite e riverniciate, la moquette tolta e sostituita con una nuova, e infine tutto rimesso a posto: la nostra squadra di campioni ha fatto tutto in pochi giorni e durante un fine settimana, per non disturbare troppo le lezioni.

Abbiamo anche fatto parecchio lavoro di manutenzione e riverniciatura del parco giochi al dormitorio delle bambine, che avevamo creato nel 2016, e completamente ripulito il giardino e e potato le piante.

Di ritorno dal Libano

Di ritorno dal Libano

Siamo appena tornati dal Libano: sei volontari, provenienti da tre paesi diversi, sono stati in Libano per due settimane, per lavorare all’Istituto per i sordi di Padre Andeweg e visitare e portare un contributo finanziario anche a due asili per bambini di famiglie rifugiate e a un istituto per orfani e bambini di strada.

Il ttempo è passato velocissimo e il viaggio è stato molto intenso, ma siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto a nome dei nostri amici e sostenitori. Grazie a tutti!

Volontari in partenza per il Libano

I nostri volontari in partenza per il Libano

In questo mese di ottobre, un gruppo internazionale di sei volontari andrà in Libano per il nostro viaggio annuale: andremo a visitare gli istituti che aiutiamo finanziariamente, e svolgeremo lavori pratici. Come sempre, alloggeremo presso L’Istituto per i sordi di Padre Andeweg appena fuori Beirut, dove faremo anche lavori di manutenzione e riparazioni all’edificio e alle strutture della scuola. Visiteremo anche il loro programma per raggiungere i rifugiati in zone remote, come la valle della Bekaa nel Libano orientale.

Come facciamo da diversi anni, visiteremo anche due asili per bambini di famiglie rifugiati, gestiti dalla nostra partner Associazione Najdeh. In più, andremo anche alla Casa della Speranza, che abbiamo conosciuto ed aiutato per la prima volta l’anno scorso.

Non vediamo l’ora di essere il Libano,  e ringraziamo di cuore tutti gli amici che ci hanno aiutato quest’anno.

Il newsletter del FAID

Aggiornamento sulle attività del FAID

Leggi il bollettino dell’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID, dalle iniziali in inglese), che sosteniamo dal 2008 (in formato pdf).

Un nuovo programma del FAID

Il FAID raggiunge i rifugiati sulle montagne del Libano

Al momento l’Istituto per i sordi di Padre Andeweg a Beirut (FAID, dalle iniziali in inglese) accoglie 20 bambini rifugiati siriani. Questo è il massimo che possono fare, perché non ci sono fondi per prendere più bambini. Ma il bisogno rimane enorme, dato che in Libano ci sono più di 1 milione di rifugiati dalla Siria.

Per cercare di porre rimedio a questa stuazione difficile, il FAID ha elaborato un innovativo programma di estensione del suo nornale raggio d’azione. Due insegnanti specializzati si recheranno regolarmente a Zahle, nella valle della Bekaa, dove si trovano la maggior parte dei rifugiati siriani. Là daranno apparecchi acustici ai sordi, insegnandone anche l’uso e la manutenzione; si prenderanno cura dei bambini e ragazzi rifugiati sordi, e, aspetto importantissimo, lavoreranno coi genitori, mostrando loro come prendersi cura dei loro figli sordi. Un programma di insegnamento speciale è stato creato a questo scopo con l’aiuto di specialisti olandesi.

Questa coraggiosa iniziativa comincerà a settembre, in collaborazione con l’organizzazione Salam, che noi di Lebanon Trust avevamo visitato l’anno scorso.

L’ONU al FAID – vi presentiamo Mohammed, 7 anni, scolaro modello

Filippo Grandi, Alto Commissario per i rifugiati, ha visitato il FAID e incontrato Mohammed, 7 anni, scolaro modello

(© UNHCR/Diego Ibarra Sánchez)

L’agenzia ONU per i rifugiati ha visitato il FAID, la scuola per bambini e ragazzi sordi che aiutiamo dal 2008. Questo video, fatto dall’ONU, racconta la storia di Mohammed, di sette anni, nato proprio proprio all’inizio della guerra in Siria. Mohammed è siriano ed è rifugiato. Ha perso la mano sinistra quando la sua casa è stata distrutta dai bombardamenti nel 2014. Adesso lui e la sua famiglia vivono a Beirut in Libano. Mohammed è sordo e frequenta il FAID, dove è uno scolaro bravissimo e molto diligente.

Il nostro lavoro nel 2017

Cosa abbiamo fatto nel 2017

(su tablet e smartphone: si consiglia orientamento orizzontale)

Cari amici,

per Lebanon Trust il 2017 è stato un anno molto produttivo. Infatti, grazie alla vostra generosità abbiamo aiutato non solo la scuola per bambini e ragazzi sordi e i due asili per rifugiati che sosteniamo ormai da parecchi anni, ma anche un istituto che accoglie bambini di strada, senza famiglia, o vittime di abusi. Inoltre siamo andati a conoscere un’organizzazione non governativa libanese che lavora nella valle della Bekaa (al confine con la Siria) sia con rifugiati siriani sia con libanesi in stato di necessità, e una scuola che prepara ragazzi sordi a frequentare l’università.

Le due settimane che abbiamo trascorso in Libano sono state davvero intense. Ci ha ospitato l‘Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID), a cui abbiamo donato 8000 dollari in sostegno alla logoterapia per gli alunni. Attraverso la logoterapia, i sordi imparano a parlare e a leggere il linguaggio labiale. Per questi ragazzi, è un’opportunità unica, che dà loro una finestra sul mondo e la possibilità di farsi una vita indipendente.

Inoltre, quest’anno abbiamo potuto rimettere in sesto il del parco giochi dell’asilo del FAID grazie a un’amica generosissima di Genova, Tiziana Virgilio, che ne ha finanziato l’intera ricostruzione. Il lavoro è stato molto complesso: 400 piastrellone di gomma (50x50cm l’una, e molto spesse) da togliere e pulire ad una ad una; la nuova pavimentazione (in cemento armato di 10 cm di spessore) da fare; le piastrellone da ri-installare e incollare al pavimento nuovo. Poi la vecchia cancellata, di ferro arrugginito e filo spinato, da togliere e sostituire con una moderna recinzione in rete metallica; un albero da potare e molta vegetazione eccessiva da ripulire; i giochi esistenti da riparare e giochi nuovi da comprare ed installare; e, infine, cancello, panche, pali e corrimani da ridipingere. In due settimane il lavoro è stato completato, inclusa la risistemazione dell’adiacente stanza del “negozio”, usata per insegnare ai ragazzi a fare la spesa. Alla fine, abbiamo fatto una festina con il rituale taglio del nastro, con caramelle e bolle di sapone per far divertire i bambini.

Il nuovo parco giochi è stato dedicato alla memoria di un amico genovese, Francesco Lo Torto, con una targa bilingue sul muro.

Inoltre un generoso sponsor irlandese, GK Nets di Howth, ha donato una rete di 80 metri x 4 per circondare il campetto da pallone dei ragazzi più grandi del FAID. Abbiamo portato la rete dall’Irlanda in aereo gratis, grazie alla generosità di British Airways!

La targa del parco giochi, intitolato alla memoria di un amico genovese, Francesco Lo Torto.

I volontari al lavoro, per rimuovere e pulire le 400 piastrellone di gomma della pavimentazione di sicurezza

La vecchia cancellata di ferro e filo spinato arrugginiti, coperta da fitta vegetazione

Adesso la superficie è pronta per la nuova pavimentazione

i tondini di ferro per il cemento armato vengono messi in posa

La betoniera e la pompa-gru al lavoro di sera

Il cemento è colato e lisciato per il pavimento nuovo

il nuovo pavimento, finito e bello liscio

Il pavimento è fatto!

Appena il cemento si è solidificato, abbiamo iniziato a costruire la nuova recinzione, poi abbiamo installato la pavimentazione di sicurezza, riparato i giochi esistenti e ci siamo procurati dei giochi nuovi.

Un po’ di decorazione: si dipingono i numeri arabi e occidentali

Il nuovo parco giochi è pronto …

… e aspetta solo i bambini per una bellissima sorpresa!

Ed ecco l’inaugurazione con il rituale taglio del nastro: i bambini e le maestre sono felicissimi!

Il nostro presidente Christy presenta a Grace, direttrice del FAID, la donazione di 8000 dollari per la logoterapia

Uno degli alunni del FAID è Amir, ragazzino sordo senza famiglia venuto dalla Siria.

Dal lunedì al venerdì sta al FAID, mentre durante il fine settimana alloggia alla Casa della Speranza, un istituto che accoglie circa 55 bambini e ragazzi di strada (maschi e femmine), senza famiglia o vittime di abusi: li nutre, li veste, li educa, li manda a scuola e li prepara a una vita indipendente.
Un venerdì sera siamo andati in visita: Amir era emozionato e contentissimo di vederci lì, continuava a indicarci agli altri ragazzi per dire “Questi sono miei amici, e sono venuti a trovarmi”. La direttrice Raghida e il direttore educativo Brady ci hanno spiegato come lavorano e ci hanno mostrato quello che fanno: siamo rimasti molto favorevolmente colpiti dalla competenza e passione che mettono nel loro lavoro. Così, quando ci siamo resi conto che ci avanzavano un po’ di dollari, li abbiamo chiamati e insieme siamo andati a comprare 100 paia di calzature (modello “crocs”) in diversi numeri, oltre a una gran quantità di biancheria per maschi e femmine. Inoltre, uno sponsor irlandese, O’Neills Sportswear, ha donato loro molti palloni da calcio. I ragazzi erano al settimo cielo: di solito, sono abituati ad avere pochissimo.

I nostri volontari con Brady e un ragazzino della Casa della Speranza, con le scarpe, la biancheria e i palloni da calcio donati da Lebanon Trust.

Il quartiere armeno di Beirut, dove siamo andati a comprare 100 paia di scarpe

Due abitanti del quartiere armeno prendono il fresco vicino a una pila di zucche e un altarino della Madonna

In Libano ci sono milioni di rifugiati: 500-600 mila dalle guerre del 1948 e 1967, e circa 1,5 milioni dalla più recente guerra in Siria. Come ogni anno siamo andati a visitare due asili per bambini di famiglie rifugiate, gestiti dalla nostra partner Associazione Najdeh, uno a Beirut e uno a Tiro nel sud del Libano. Nonostante le condizioni pessime che li circondano, questi due asili sono pulitissimi, allegri, ben tenuti: è un piacere stare lì. Le maestre e la direttrice sono eccezionali, molto in gamba e motivate, e fanno miracoli col poco che hanno. I bambini, dai 3 ai 5 anni, sono deliziosi e imparano l’arabo e l’inglese. Abbiamo donato 2000 dollari a ciascun asilo.

Un tardo pomeriggio siamo andati a visitare il Learning Center for the Deaf, accolti dai fondatori Hussein e Nadine. Hussein è il figlio adottivo di Padre Andeweg (il fondatore del FAID). Questo bellissimo centro è complementare al FAID: gestisce un programma di intervento precoce per neonati sordi e le loro famiglie, e i tre anni propedeutici per coloro che intendono frequentare l’università. Questo istituto è la missione della loro vita, e Hussein e Nadine fanno davvero uno splendido lavoro. Padre Andeweg ne sarebbe fierissimo!

I nostri volontari con Hussein e Nadine, fondatori del Learning Center for the Deaf a Baadba, Beirut

Un giorno siamo andati nella valle della Bekaa, al confine con la Siria, a incontrare l’organizzazione non governativa libanese LADC-Salam, fondata da un libanese e un norvegese, il cui scopo è assistere sia rifugiati siriani sia famiglie libanesi in miseria. C’è veramente molto bisogno di aiuto: LADC-Salam gestisce diversi progetti importanti e un centro dove offrono doposcuola per i bambini e molti corsi per gli adulti, uomini e donne. La maggioranza dei bambini siriani non frequenta la scuola; per aiutarli, il personale e i volontari di LADC-Salam hanno adibito un pulmino a classe scolastica, per cercare i bambini nelle campagne e portarli a un livello sufficiente di istruzione per mandarli alla scuola pubblica. Fanno questo lavoro in coordinamento con UNICEF e UNHCR. Inoltre, LADC-Salam accoglie anche tanti giovani volontari che vengono a lavorare qui da tutto il mondo, condividendo lo stesso ideale. Questa organizzazione è davvero una fonte di ispirazione, e noi di Lebanon Trust speriamo, un giorno, di poter collaborare con loro.