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Esplosione a Beirut il 4 agosto

Esplosione a Beirut il 4 agosto 2020

A tutti i gentili amici che si preoccupano a causa dell’esplosione di martedì 4 agosto a Beirut: sia noi di Lebanon Trust sia i nostri amici libanesi stanno bene, almeno tutti quelli che siamo riusciti a contattare fino ad ora. Purtroppo moltissimi edifici hanno subito danni ingenti, e anche la scuola e i campi rifugiati ne hanno risentito, nonostante la distanza notevole dal magazzino esploso, che si trovava nel porto di Beirut.
Nelle foto: una strada in città e i silos della farina, completamente distrutti dall’esplosione (foto: AFP / Patrick Baz e AFP/STR)

 

Il FAID supporta le famiglie degli alunni

FAID, la scuola per bambini e ragazzi sordi che aiutiamo dal 2008, aiuta le famiglie degli alunni più  bisognosi in questi tempi di crisi profonda

In ottobre dello scorso anno una profondissima crisi economica ha causato estesa disoccupazione e una svalutazione della moneta del 60%. Dal momento che il Libano importa la maggior parte delle merci, i prezzi sono più che raddoppiati, e per molti i costi sono diventati proibitivi anche per le merci basilari. Questa situazione si somma alla grave instabilità creata da dieci anni di  guerra nella vicina Siria e alla pandemia attualmente in corso.

Il FAID aiuta le famiglie più bisognose. Con l’aiuto di una associazione benefica il personale prepara pacchi viveri a distribuisce materiale disinfettante a coloro che ne hanno bisogno.

Il FAID continua l’educazione dei suoi alunni

FAID, la scuola per bambini e ragazzi sordi che aiutiamo, continua la sua importante missione anche in questo tempo difficile.

A causa del coronavirus il FAID si è vistro costretto a mandare a casa tutti gli alunni all’inizio di marzo, ma l’Istituto è rimasto aperto. Molte iniziative, come il programma di assistenza per bambini sordi di famiglie rifugiate, sono state sospese o rimandate, ma gli insegnanti hanno continuato a preparare lezioni e compiti consegnandoli poi ai genitori degli alunni.

Con il peggioramente ulteriore della situazione la scuola ha dovuto chiudere del tutto, ma gli insegnanti, con tanta creatività, si sono ingegnati a fare lezione e mandare compiti attraverso Facebook.

Inoltre, in collaborazione col Ministero dell’Informazione, hanno creato un breve video per la comunità dei sordi in Libano, per spiegare i pericoli del virus e tutte le precauzioni da prendere.

Cosa abbiamo fatto nel 2019

 

Cosa abbiamo fatto nel 2019

(su tablet e smartphone: si consiglia orientamento orizzontale)

Cari amici e sostenitori,

nonostante la situazione instabile dovuta alle proteste e sommosse in corso, a novembre di quest’anno siamo andati in Libano a visitare gli istituti che sosteniamo grazie alle vostre donazioni: l’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID), due asili per rifugiati e la Casa della Speranza, per orfani e bambini di strada.

Questa è stata la dodicesima visita consecutiva dei nostri volontari al FAID, scuola per bambini e ragazzi sordi a Beirut, che accoglie circa 80 alunni di tutte le confessioni, libanesi e rifugiati siriani; parecchi di loro stanno alla scuola dal lunedì al venerdì. Abbiamo risistemato e ridipinto un’aula per l’insegnamento professionale, dove i bambini sordi impareranno il mestiere di barbiere e parrucchiere; fatto molti lavori di manutenzione all’edificio della scuola; pulito e sistemato il giardino; messo in sicurezza e ri-installato la porta del laboratorio di audiologia.

Alla fine del nostro soggiorno tutti gli alunni si sono riuniti per salutarci (e mangiare dolcetti).

Grazie alla vostra generosità, abbiamo potuto:

  • donare 8000 dollari per una logopedista, che insegna a parlare ai bambini e ragazzi sordi
  • donare 2000 dollari per acquistare il gasolio per il riscaldamento delle aule
  • finanziare tutti i lavori che abbiamo svolto

Siamo anche andati a visitare la Casa della Speranza, un istituto che accoglie orfani e ragazzi di strada. Stanno creando un programma di insegnamento professionale per insegnare ai ragazzi un mestiere e prepararli a costruirsi una vita e un futuro.

Abbiamo donato loro 3000 dollari per questa utilissima attività, in nome dei nostri generosi sostenitori. Abbiamo anche regalato loro palloni da calcio e indumenti sportivi, donati dal negozio di sport O’Neills di Dublino.

Abbiamo anche visitato i due asili in altrettanti campi rifugiati che sosteniamo da diversi anni, Shatila a Beirut e Burj el-Shemali nella storica città di Tiro nel sud del Libano. Nonostante lo squallore e la miseria che li circondano, questi asili sono oasi di calma, con aule pulite e dipinte a colori vivaci, dove i bambini, dai 3 ai 5 anni, giocano e imparano a leggere e a scrivere, in arabo e in inglese. Le insegnanti sono bravissime e veramente molto motivate e piene di risorse. Ci hanno accolto con grande ospitalità e alla fine a Burj el-Shemali ci hanno offerto un ottimo pranzo (tutti seduti sulle seggioline dell’asilo) di manicaretti della cucina palestinese.

Grazie a voi, abbiamo potuto donare 3000 dollari a ciascun asilo per le prime necessità e per materiale didattico per i bambini.

Rapporto finanziario

Entrate: donazioni a Lebanon Trust (Euro)

Eventi di raccolta fondi 1555.00
Donazioni private 9219.02
Sponsorizzazioni aziendali 8515.92
Totale 19289.94

(Chiusura dei conti 30 nov. 2019; tasso di cambio EUR/USD/CHF come applicato dalla nostra banca)

Uscite: donazioni agli istituti sostenuti inLibano, spese (Euro)

Web hosting & domini internet, Paypal/commissioni bancarie
178.15
Utensili e materiali, logistica, spese locali e maestranze in Libano 1191.21
Donazione al FAID 9243.85
Donazione alla Casa della Speranza 2773.15
Donazione all’asilo di Shatila 2773.15
Donazione all’asilo diBurj el Shemali 2773.15
Totale 18932.66
Differenza 357.28

Come sempre, i volontari hanno raccolto fondi in tanti modi: cimento invernale, serate di quiz, vendite di torte, mercatini, raccolte pubbliche e sensibilizzazione per le vie, raccolte tra colleghi, ecc.

Grazie di cuore agli amici che ci hanno aiutato quest’anno:

  • Anna Galli (Genova)
  • A. Bertolotto & MC Ferraro (Genova)
  • Martina Merkle (Zurigo)
  • Ole Vossnack (Zurigo)
  • Fam. Liverini-Swanström (Zurigo)
  • Fabio e Marta Delfante-Cocurullo (Genova)
  • Anna Dal Negro e famiglia, Zurigo
  • Giovanni Zappavigna e famiglia (Massa)
  • Elena Prola-Smith e famiglia (Londra, UK)
  • Famiglia Bertolotto-Della Penna (Genova)
  • Milda Cocurullo e famiglia (Genova)
  • Enrico e Lilli Bertolotto (Genova)
  • Famiglia Parodi (Genova)
  • Famiglia Devia (Genova)
  • Famiglia Vigna-Mori (Savona)
  • Carla e Natale Ferraro (Genova)
  • Giorgio Margotti (Livorno)
  • Silvana Falaschini (Livorno)
  • Famiglia Fasciolo-Barnabe’ e gli amici di Montaldero (Arquata Scrivia)
  • Giovanna & Cristina Pellegrini e famiglia (Genova)
  • Famiglia Aquini-Alberghini (Arquata Scrivia)
  • Renato e Olga Ricci (Arquata Scrivia)
  • Fabio Minotti, Lentate sul Seveso (MI)
  • Catherine e Adrian Ruf (Zurigo)
  • Chaithra Vishnu (India)
  • Mick Halpin e lo staff Symantec a Dublino
  • Community Foundation of Collier County, Florida (USA)
  • The Silicon Valley Community Foundation
  • The Symantec Foundation
  • McCormack’s Cycle Centre (Dublino)
  • O’Neill’s House of Sport (Dublino)
  • St Peregrines GAA Club (Dublino)
  • Farleng Engineering (Dublino)
  • Stafford Engineering (Dublino)
  • Paul Reid Dental Laboratories (Dublino)
  • Patricia Meade (USA)
  • Kelly’s Welding & Engineering (Dublino)
  • The Terence welding company (Dublino)
  • ProWeld (Dublino)
  • Brenden & staff di Lilliput Stores (Dublino)
  • Dolphin furniture sales (Dublino)
  • Lufthansa Airlines
  • ChAir Airlines
  • Advanced Car Rental (Beirut)
  • E tutti gli amici di Walkinstown per il loro sostegno generoso e costante

Il nostro lavoro al FAID nel 2019

Visita e lavoro al FAID, l’Istituto per sordi di Padre Andeweg (novembre 2019)

Questa è stata la dodicesima visita consecutiva dei nostri volontari al FAID, scuola per bambini e ragazzi sordi a Beirut.

Abbiamo risistemato e ridipinto un’aula per l’insegnamento professionale, dove i bambini sordi impareranno il mestiere di barbiere e parrucchiere; fatto molti lavori di manutenzione all’edificio della scuola; pulito e sistemato il giardino; messo in sicurezza e ri-installato la porta del laboratorio di audiologia.

Alla fine del nostro soggiorno tutti gli alunni si sono riuniti per salutarci (e mangiare dolcetti).

Grazie alla generosità dei nostri sostenitori, abbiamo potuto:

– donare 8000 dollari per una logopedista, che insegna a parlare ai bambini e ragazzi sordi
– donare 2000 dollari per acquistare il gasolio per il riscaldamento delle aule
– finanziare tutti i lavori di pitturazione e manutenzione che abbiamo svolto

Non vediamo l’ora di tornare a visitare la scuola!

Vista al campo rifugiati di Shatila, 2019

Visita all’asilo del campo rifugiati di Shatila (novembre 2019)

Nel campo rifugiati di Shatila vivono più di diecimila persone in condizioni miserabili, su una superficie di circa 1 chilometro quadrato, una densità eccezionalmente alta.

L’istruzione è fornita dall’ONU, eccetto l’asilo. Noi di Lebanon Trust aiutiamo un asilo gestito dall’Associazione Najdeh.

Come ogni anno abbiamo visitato questo asilo, e come sempre abbiamo avuto il piacere di vedere le maestre, tutte super-motivate e piene di risorse, e tutti i bambini, tra i 3 e i 5 anni. Ci hanno cantato molte canzoncine in inglese e sono rimasti incantati dalle nostre bolle di sapone.

Grazie ai nostri sostenitori abbiamo potuto donare loro 3000 dollari per alcuni lavori all’edificio e per comprare materiale didattico per i bambini. Grazie a tutti!

La Casa della Speranza 2019

La nostra visita alla Casa della Speranza (novembre 2019)

Siamo anche andati a visitare la Casa della Speranza, un istituto che accoglie orfani e ragazzi di strada. Stanno creando un programma di insegnamento professionale per insegnare ai ragazzi un mestiere e prepararli a costruirsi una vita e un futuro.

Abbiamo donato loro 3000 dollari per questa utilissima attività, in nome dei nostri generosi sostenitori. Grazie a tutti!

Visita all’asilo per rifugiati di Burj el-Shemali, 2019

La nostra visita all’asilo per bambini di famiglie rifugiate a Burj el-Shemali (novembre 2019)

Come ogni anno, siamo andati a visitare l’asilo nel campo rifugiati di Burj el-Shemali a Tiro, nel sud del Libano. Nonostante lo squallore e la miseria che lo circondano, questo asilo è un’oasi di calma, con aule pulite e dipinte a colori vivaci, dove i bambini, dai 3 ai 5 anni, giocano e imparano a leggere e a scrivere, in arabo e in inglese.

Le insegnanti sono bravissime e veramente molto motivate. Ci hanno accolto con grande ospitalità e alla fine ci hanno offerto un ottimo pranzo (tutti seduti sulle seggioline dell’asilo!) di manicaretti della cucina palestinese.

Grazie ai nostri sostenitori, abbiamo potuto donare loro 3000 dollari per le prime necessità e per materiale didattico per i bambini.

 

I volontari in Libano, 2019

Nonostante la situazione instabile, il mese scorso (nov. 2019) i volontari di Lebanon Trust sono andati in Libano

Dal 17 ottobre di quest’anno ci sono proteste diffusissime, a-politiche e a-confessionali, motivate dall’incapacità del governo libanese di fornire servizi di base (elettricità, acqua potabile, raccolta della spazzatura), e risolvere una crisi economica causata da corruzione e spreco di denaro pubblico. Queste preteste causano qualche contrattempo, come blocchi stradali, e allo stesso tempo le banche, spesso chiuse, impongono limiti sui prelevamenti di dollari.

Nonostante questa instabilità, i nostri volontari sono andati in Libano per il loro annuale viaggio di lavoro.

(fotografie: Wikipedia)

I volontari di Lebanon Trust sono di nuovo in partenza

I volontari di Lebanon Trust sono di nuovo in partenza

Anche quest’anno i volontari di Lebanon Trust trascorreranno due settimane in Libano, per visitare l’Istituto per sordi FAID, gli asili per bambini di famiglie rifugiate gestiti dall’Association Najdeh, e l’istituto per bambini e ragazzi di strada “La Casa della Speranza” (Home of Hope Lebanon). I volontari faranno, come sempre, lavori pratici e consegneranno le donazioni dei nostri amici e sostenitori.

Un enorme GRAZIE a tutti quelli che ci aiutano!

Il Corriere della Sera pubblica un articolo su Lebanon Trust

Il Corriere della Sera pubblica un articolo a tutta pagina su Lebanon Trust (Buone Notizie, 15 ottobre 2019)

Vi siete mai chiesti come ci si senta ad essere una rock star, con entrate trionfanti, una folla adorante che vi segue dappertutto e che osserva a bocca aperta ogni vostra singola mossa?  A me non era mai successo fino al 2008, ma ormai ci ho fatto l’abitudine.

Quell’anno avevo un po’ di tempo che volevo usare facendo volontariato in Libano, paese che conoscevo già come visitatrice. Non trovai però nessuno che mi accettasse a lavorare gratis, eccetto un gruppo di ex-caschi blu irlandesi – gente mai vista – che organizzava un viaggio nostalgico in Libano. Avrebbero alloggiato presso una scuola e fatto un po’ di lavori pratici in situ, poi visitato i luoghi della loro esperienza di soldati di pace dell’ONU. Non ci pensai un attimo e mi unii a loro, incontrandoli per la prima volta all’aeroporto di Praga dove facevano scalo tra Dublino e Beirut.

Il gruppo si rivelò un po’ sgangherato, ma il viaggio fu una vera esperienza: la scuola era un istituto per sordi, e gli alunni – dai piccolissimi dell’asilo ai ragazzi delle superiori – erano strabiliati dalla nostra presenza. Ogni mattina un folto gruppo ci aspettava al cancello della scuola, un edificio sbilenco che supplicava d’esser riparato un po’. Ognuno di noi aveva un codazzo di aiutanti volenterosissimi, che, finite le lezioni, si strappavano l’un l’altro pittura, pennelli e gli altri attrezzi del nostro lavoro, per il privilegio di stare con noi. Dal canto mio, io, ahimè, non sapevo fare nulla – al contrario degli irlandesi, tutti esperti nei lavori manuali – e cercavo soltanto di mantenere un minimo di dignità copiando di sottecchi dagli altri. Ai ragazzi andava bene lo stesso. Dopo due settimane, al momento della partenza, staccarsi da quei sorrisi e da quell’affetto divenne molto difficile.

Ormai è passato tanto tempo da quel viaggio. Non solo ho imparato a mischiare il cemento e stuccare gli infissi, ma insieme a tre degli irlandesi ho creato un’associazione, “Lebanon Trust – Helping Children”. Raccogliamo fondi e andiamo in Libano ogni anno a consegnarli e a fare un po’ di lavoro. Quei bambini adoranti del 2008 adesso sono più alti di noi, tanti di loro hanno finito la scuola, e quelli ancora lì non ci aspettano più alla porta saltando su e giù dall’eccitazione; ma ogni volta ci sono piccoli nuovi arrivati che, fedelmente, seguono lo stesso copione. Finanziamo una logopedista che insegna loro a leggere il linguaggio labiale e a parlare, capacità fondamentali per comunicare col mondo e prepararsi ad una vita produttiva e non di isolamento e miseria come sarebbe altrimenti. Ogni anno li troviamo più bravi e più fluenti, in arabo e in inglese. La comunità dei sordi in Libano comprende poveri e rifugiati. Tutti devono fare i conti con questo handicap, oltre alla loro situazione già sfortunata.  In molti casi le famiglie, costrette a scegliere, favoriscono i figli udenti e non mandano a scuola i figli sordi, che crescono analfabeti e completamente isolati e senza futuro; anche se in molti casi, con un’istruzione adeguata, potrebbero condurre una vita normale. Noi speriamo di poter rendere il loro futuro un po’ meno difficile.

Nel tempo abbiamo cominciato ad aiutare anche due asili in altrettanti campi rifugiati e un istituto per orfani e ragazzi di strada, tutti in Libano. Li visitiamo ogni anno, parliamo con gli insegnanti e i responsabili, ci facciamo raccontare cosa fanno e di cosa hanno bisogno. Abbiamo incontrato molte, moltissime persone esemplari, eroi ed eroine di cui nessuno sa il nome.

Nel 2008, imbarcandomi per il Libano, non mi aspettavo niente di tutto questo. Non avevo idea che avrei trovato degli amici che considero i miei fratelli irlandesi, che saremmo tornati in Libano ogni anno, e soprattutto che nel nostro piccolo, anzi piccolissimo, sia davvero possibile fare una differenza. Anzi, ho visto che è possibile per chiunque.

Laura Bertolotto

Volontaria e co-fondatrice di Lebanon Trust

Maggio 2019: notizie dal FAID

Maggio 2019: notizie dal FAID

L’ultimo bollettino del FAID riporta novità sulla scuola e sulle attività organizzare per i loro alunni.

– La Festa dell’Indipendenza, celebrate al Palazzo Presidenziale con il Presidente della Repubblica e signora

– La First Lady Nadia Aoun ha ospitato il lancio della campagna del FAID in favore dell’intervento precoce sui bambini con problemi di udito, insieme ad altre dieci organizzazioni che sostengono questa campagna

– Gli alunni sono stati contentissimi e fierissimi di festeggiare la Giornata della Bandiera insieme alle truppe dell’esercito libanese, che hanno fatto l’alzabandiera al FAID (foto sopra); la banda ha suonato marce militari.

– Una formazione di agricoltura di base è stata svolta con esperti del ramo al FAID

– Sono state create delle classi di sostegno per i ragazzi arrivato al FAID già grandicelli e senza nessuna precedente esperienza scolastica

– In fase sperimentale, FAID sta provando un programma a favore dei rifugiati siariani nella valle della Bekaa, volto ad educare i genitori su come aiutare i loro figli sordi

– e tanto altro!

Lebanon Trust è in posizione prominente in questo bollettino, con tante foto e la descritzione del lavoro fatto l’autunno scorso: abbiamo rinnovato l’aula di informatica e il laboratorio dove vengono adattati e modificati gli apparecchi acustici. I mobili e gli strumenti sono stati tolti; i muri prima scrostati e poi ridipinti; finestre, porte e inferriate scrostate, pulite e riverniciate; la moquette sostituita con una nuova, e infine tutto rimesso a posto. Abbiamo anche fatto parecchia manutenzione e riverniciatura del parco giochi del dormitorio delle bambine, da noi costruito nel 2016, e totalmente ripulito il giardino e potato le piante.

Inoltre, abbiamo portato una rete di ben 30 metri per il campetto da pallone, in modo che i ragazzi possano giocare in tuttta sicurezza e senza perdere la palla.