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Cosa facciamo in Libano

Puoi anche ascoltare l’intervista radio qui – vai  al minuto 13:55 (in inglese; apre una nuova scheda). Per saperne di più, vai a questa pagina!

Il nostro obiettivo è assistere i bisognosi del Libano, e in particolare bambini e ragazzi che vivono in condizioni disagiate, con attività pratiche svolte in loco e con un aiuto finanziario.

Attualmente lavoriamo con l’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID, dalle iniziali in inglese), a Beirut, in Libano, e con due asili per bambini di famiglie rifugiate, a Beirut e a Tiro (nel sud del Libano).

1) Il nostro supporto all’Istituto per i sordi di Padre Andeweg (FAID):

Aiutiamo il FAID finanziariamente, secondo le necessità. Per esempio, forniamo il denaro necessario al riscaldamento delle aule (d’inverno in Libano fa freddo!) e allo scolabus, in modo che tutti i bambini possano frequentare le lezioni. Oppure finanziamo una logopedista, che insegna a parlare ai bambini e ragazzi sordi.

In Libano non esiste istruzione obbligatoria, e nemmeno cure mediche gratis. Per questa ragione, moltissimi bambini e ragazzi sordi – ma altrimenti del tutto normali – non frequenterebbero la scuola né verrebbero curati. Non potrebbero imparare a parlare né a capire gli altri quando parlano. La loro sarebbe un’esistenza di povertá estrema e di isolamento, di mendicitá, o peggio.

Il FAID si prende cura di questi ragazzi, li istruisce e – aspetto fondamentale – insegna loro a parlare e leggere il linguaggio labiale, cioè a capire le persone che parlano guardandone le labbra. In questo modo, il FAID dà loro la possibilità di condurre un’esistenza normale, di studiare e, da grandi, di trovare un lavoro per mantenersi.

Il logopedista è perciò una figura importantissima al FAID. Ma la scuola ha un budget molto ridotto, e Lebanon Trust contribuisce anche a questo aspetto indispensabile dell’istruzione di questi ragazzi sfortunati.

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2) Il nostro aiuto agli asili dei campi rifugiati a Beirut e nel sud del Libano:

Lebanon Trust contribuisce al risanamento e alla manutenzione di due asili per bambini di famiglie rifugiate.

Il campo rifugiati di Chatila a Beirut fu creato nel 1949 dalla Croce Rossa, distrutto durante l’invasione israeliana del Libano nel 1982 e bombardato durante la guerra civile libanese.

Al momento il campo ospita circa 22000 persone (2017). La popolazione è più che raddopiata dall’inizio della guerra in Siria. Gli uomini cercano lavoro a giornata, le donne fanno pulizie. Edifici e infrastrutture sono di pessimo livello, le abitazioni umide e sovraffollate, con fogne a cielo aperto. L’acqua corrente, l’elettricità e la raccolta dei rifiuti sono fornite sporadicamente.

Il campo rifugiati di Burj el Shemali vicino a Tiro (abitanti: 25000), nel sud del Libano, fu creato nel 1948 come “tendopoli” per ospitare i rifugiati dei paesi di Hawla and Tiberiade in Palestina settentrionale, ma negli anni ha accolto anche profughi sfollati da altri campi del Libano. Negli anni della guerra civile libanese il campo ha sofferto danni considerevoli e le infrastrutture necessitano di molti interventi. La situazione attuale è resa ancora più difficile dall’arrivo di più di 100 famiglie di rifugiati dalla Siria. Queste condizioni spingono molte famiglie alla disperazione.

L’ONU finanzia e gestisce la maggior parte dei servizi, incluse le scuole, ma in genere non gli asili.

Ognuno di questi campi ha un asilo, creato dall’Associazione Najdeh, che gestisce asili in molti dei campi rifugiati in Libano.

La vita dei bambini nei campi rifugiati è dominata da privazioni, violenza e distruzione. I programmi dell’Associazione Najdeh affrontano queste situazioni e coinvolgono anche i genitori e le famiglie.

Lebanon Trust raccoglie fondi in favore di questi due asili, per offrire ai bambini un ambiente accogliente e sicuro, materiale didattico e di gioco.

Clicca qui per ulteriori informazioni sugli asili di Chatila Burj el Shemali e sull’Associazione Najdeh.